Decidere di andare in Scozia in moto ha qualcosa di folle e di magico allo stesso tempo, se poi realizzi che parti da The Netherlands, le terre basse, per raggiungere le Highlands, le terre alte, allora non rimangono dubbi che il viaggio sia di quelli da fare.
Quello che non ti aspetti e’un paesaggio che cambia ogni 50 km, cieli di azzurri purissimi o con tutti i toni del grigio e una luce che dire drammatica e’ poco,. Quello che non ti immagini e’ che possa piovere con una forza che non hai mai sperimentato nemmeno nel peggiore temporale estivo, e qui ode alla germanica qualita’ della attrezzatura da moto, che ci sara’ costata un capitale, ma ci ha portato a spasso tranquilli e asciutti per 15 giorni.
Quello che non ti aspetti sono verdi e grigi assoluti, scenari cosi forti e drammatici che ti devi fermare al bordo della strada, togliere il casco e fare un respirone per riuscire a riempirti gli occhi e il cuore di tutta quella potenza, cosi grande che certe volte davvero vorresti quasi piangere per la gioia di poter anche solo vedere quei paesaggi.
Quello che impari e’ che l’ospitalita’ scozzese non e’ solo un modo di dire, che le persone ti chiedono dove vai, cosa hai visto, se ti sta piacendo e se hai bisogno di qualunque cosa che possano fare per te, lo fanno, con una semplicita’ che pensavi estinta (cfr il signore del negozio di attrezzature marine di Mallaig che invece che spennare Mik che cercava chiavi a brugola e attrezzi vari gli apre il suo garage e ci lascia li a mettere a posto la moto, chiedendo solo di chiudere una volta finito o Jim a Glasnakille, sull’isola di Skye, che ha tirato fuori per noi il suo Caol Ila speciale e si e’ messo il kilt per servire la colazione con stile).
Quello che impari anche e’ che in mezzo alla strada puoi trovare di tutto (secondo i cartelli avvistati, mucche, pecore, maiali, cavalli, cervi, scoiattoli rossi, rane/rospi, martore e persone anziane), ma che nonostante le segnalazioni, l’unico che e’ stato seccato e’ stato un coniglietto che ha deciso di cambiare direzione al momento sbagliato, mentre una simpatica fagianella si e’ beccata un cartone volante da Mik visto che ci e’ decollata davanti alla moto e in traiettoria al suo pugno.
Le cose davvero pericolose pero’ sono 3: gli agnellini, che non hanno idea di cosa sia una strada, ma che al rombo dell’ Harley reagiscono sempre e solo in un modo, correndo verso la mamma, ovunque essa sia, qualunque cosa ci sia nel mezzo; le grate per le mandrie, che poi sono grate di metallo molto larghe che vengono messe agli ingressi dei paesi per impedire che mucche e pecore riescano a passare…se ci passi in moto e in bici dopo che e’ piovuto sono in assoluto la superficie piu’ infida mai inventata; e ultimi ma non ultimi, i midges.
I midges sono una sorta di piaga biblica, moscerini di dimensioni invisibili che escono ogni qualvolta non ci sia abbastanza vento e ti mangiano vivo; l’unico rimedio che conta, l’unico deterrente che funzioni e’ un olio secco spray dell’Avon che si chiama Skin so soft che impedisce loro di atterrarti addosso e che apparentemente ha un profumo che non gradiscono. Leggenda vuole che sia il rimedio insetti ufficiale dei corpi speciali britannici assegnati alle basi di sottomarini in nord Scozia o nelle jungle tropicali: i maligni si chiedono come mai i corpi speciali conoscano le creme per la pelle Avon, i benpensanti dicono che sono state le moglie, io dico che dopo una settimana di anti insetti normale ero piena di bozzi e dopo un giorno di Avon ero liscia e profumata e tanto mi basta.