March 27, 2013

Altro giro…

Nel mezzo di una mastodontica riorganizzazione mi accorgo, a caro prezzo, di quale sia la parte da un lato piu’ bella e dall’altra piu’ faticosa del mio lavoro. Le persone. Alla fine e’ tutto li: passero’ da 35 a 80 persone sotto la mia responsabilita’ e quando ricevo le congratulazioni per il nuovo ruolo io penso che in realta’ mi tremano le ginocchia. E non sono i quasi 25 Mln di euro che ho come responsabilita’ di budget, sono quelle 80 persone, le loro carriere, le loro aspettative, i loro casini quotidiani e l’influenza che questo ha sul loro lavoro. Di norma ti mettono davanti un bel file Excel o un Powerpoint con una lista di nomi e di caselline, poi ti dicono rimettile a posto secondo la nuova organizzazione e trova il modo di avanzare qualche soldo in tasca. In quel momento ti accorgi che dietro ogni casellina c’e’ una storia, che il modo giusto di farlo e’ parlare con ognuno di loro, che non hai promesse o storie positive per tutti loro e che quindi avrai sorrisi, ma avrai anche persone ferite, aspettative mancate e motivazione sotto i tacchi da gestire.

E finisce che non ci dormi la notte, un po’ perche’ certi discorsi si fanno faccia a faccia e quindi se hai un’organizzazione che letteralmente copre da Melburne all’Oregon passando per tutto quello che c’e’ nel mezzo allora e’ meglio avere una valigia pronta, ma soprattutto perche’ i pensieri sono tanti e il dubbio di aver trascurato qualcosa grande.

L’annuncio esce domani, il primo di una serie, speriamo bene.

February 26, 2013

Imprenditoria giovanile

Avevo pensato di scrivere qualcosa sulle elezioni, ma credo sia meglio farlo con un adeguato tasso alcolico, che la botta e’ ancora fresca e dolorosa [per inciso, visto che non lo dice nessuno di quelli che ho deciso mi dovessero rappresentare, lo dico io. A queste elezioni io ho perso e di brutto. Me ne faro' una ragione e di certo non in questo post].

Passando a cose piu’ importanti, come l’uso di mezzo pubblico per comunicazione privata, annuncio a quei 4 che ancora passano da qui che la Benny [mia cognata per quelli che volessero sapere il perche' della promozione] ha aperto uno store su Etsy in cui vende le cose bellissime che fa. In casa nostra si trovano gia’ un po’ delle sue produzioni, il mio Kindle se ne va in giro in una stilosissima e colorata custodia e le nostre vecchie ossa si scaldano con un sacchetto pieno di noccioli di ciliegio [ma soprattutto i cuori si riscaldano con il ritratto della famiglia prodotto da Clara, la Gheis numero 1]. Last but not least, tutto quello che fino a poco tempo fa era sparso a caso nella mia borsa e’ ora e’ perfettamente in ordine in questa bellissima pochette.

Lo store della Benny e’ qui, mentre qui trovate il suo blog con piu’ informazioni su questa sua passione per il crochet e le storie di quelle meraviglie che sono le mie due nipotine, meglio note come le girls, Clara e Marta.

February 7, 2013

Valido per l’espatrio

Diego e’ un amico di Mik che nella vita scrive fumetti, ha un blog che mi piace e di recente ha cominciato una rubrica dedicata a chi per un motivo o per l’altro sta pensando di andarsene dall’Italia per cercare altrove miglior fortuna. Per farlo ha intervistato un po’ di amici gia’ sparsi per il mondo e questa settimana tocca a una certa Cristina da Haarlem. Non so perche’ ma suona famigliare…

January 29, 2013

Conversazioni

Ieri sera, al telefono con la gheis numero 1…
Clara: zia, io ho il rossetto!
Cri: brava, e di che colore? Rosa?
Clara: No, rosso di Hello Kitty!
Cri: e hai anche l’ombretto?
Clara: No zia, ho l’ombrello…

Io questa piccola Gheis la adoro :)

January 2, 2013

E’ passato un anno e ne sono passati 10

Saltando la procedura dei buoni propositi (ovviamente la palestra e pure la dieta, poi leggere di piu’ e imparare l’olandese), il punto della situazione dice che il 2012 e’ stato un anno intero senza la mamma e il decimo anno con Mik e non sono cose piccole.

C’e’ stata una prima volta di tutto, il primo compleanno senza, la prima estate senza, tutte le feste e ricorrenze ed ogni singolo piccolo minuto. La sensazione di mancanza si e’ annidata e le lacrime arrivano e ti lasciano ancora disarmata e piccola. Non credo che ci si abitui mai, ne che si sviluppino anticorpi contro questo dolore, solo si impara a cercare conforto in chi ha braccia forti e calde per proteggerti.

Dieci anni insieme invece sono passati alla velocita’ della luce e me ne sono accorta quando l’altro giorno hai messo su quella canzone di Bennato, Una settimana un giorno, che in questo stesso periodo dieci anni fa ho consumato perche’ di mezzo c’erano ancora treni e distanze.

A margine, nel 2012 ho viaggiato per 259.680 km e letto 15 libri, per un totale di piu’ di 8000 pagine, ovvero e’ stato un anno di bei tomi e tanti viaggi. Non credo che il 2013 sara’ troppo diverso, contando che siamo al 2 Gennaio e io sono in ufficio in Germania, ma va bene cosi. Sul fatto che nel 2013 sia ancora significativo avere un blog la questione e’ sospesa a data da destinarsi.

October 15, 2012

Cose da sapere [Shanghai edition]

Il fatto che tu sia sulle strisce pedonali e che ci sia il verde non significa che non  rischierai comunque di essere arrotato, il traffico ha la massa critica, tu no.

Il pollo non si disossa, i granchi si mangiano con le mani, nel 99% dei casi i dumplings hanno dentro mezzo litro di brodo che ti esplode in faccia e/o sulla camicia bianca (il trucco e’ un piccolo morso, per fare un buchino e svuotare il brodo nel cucchiaio. Sorbire rumorosamente, ca va sans dire).

Nei ristoranti non si fuma…se ci volete credere, diversamente chiedete per la zona non fumatori che e’ meglio.

Gli hotel, almeno quelli piu’ grnadi, hanno pratiche business card con il loro indirizzo scritto in cinese, qualunque cosa voi diciate, nessun taxi fermato per strada vi capira’, ma soprattutto il nome inglese della vostra destinazione sara’ del tutto inutile in quanto sconosciuto alla popolazione cinese.

[to be continued]

September 28, 2012

Home sweet home

Good morning Haarlem!, originally uploaded by Littlelakes.

All’altezza di lunedi prossimo saranno 2 anni esatti di Olanda, con il paese dei tulipani che balza in vetta alla classifica dei posti all’estero in cui abbiamo vissuto per piu’ a lungo.

Siamo contenti qui? Credo di si, ci stiamo abituando al vivere in un paese civilizzato in cui rimangono basiti se chiedi quanto costa di piu’ pagare l’assicurazione moto mensilmente invece che in un’unica soluzione…vagli a spiegare che in Italia mensilmente non te la fa pagare nessuno e che solo per avere due rate invece che una ti puoi aspettare un aumento visibile…this is not possible in Holland,  disse al telefono l’adetto dell’assicurazione, la stessa che in 3 giorni ha conguagliato direttamente sul nostro conto la differenza a nostro favore tra quella vecchia e quella nuova.

Poi e’ vero che siamo dovuti scappare in Corsica ad asciugarci le ossa perche’ Giugno e Luglio sono stati un disastro, ma Agosto alla fine non e’ andato cosi male e si, abbiamo gia’ acceso il riscaldamento, pero’ ci sono cieli con nuvole che corrono velocissime e giornate con 4 stagioni e bambini che giocano in strada e gente che ti incrocia e sorride.

Quando sono passata dall’Italia qualche settimana fa per la prima volta ho avuto la sensazione che la crisi ci fosse davvero, che ci fosse un alone grigio sulle facce della gente, che la spacconeria un po’ cialtrona degli italiani che vedono del buono dappertutto si fosse un po’ esaurita. Magari mi sbaglio io, magari ho visto piu’ di quanto ci fosse perche’ a forza di sentirmi chiedere dai colleghi stranieri se il mio paese ce la fara’ il dubbio mi e’ venuto. A dirla tutta non mi ci sono fermata a pensare nemmeno troppo, almeno finche’ ero li perche’ era piu’ importante andarsene in giro in bici alla Massa, guardare Peppa Pig con la piccola Gheis numero 1 e godersi gli sguardi buffi e le risate della Gheis numero 2, o chiacchierare di tutto e di niente con babbo, Diddo e la Benny, ma una volta tornata qui l’impressione e’ tornata. Poi ci e’ pure arrivata una bella letterina da Equitalia [si, trovano anche gli italiani all'estero] che non e’ nemmeno una tragedia, non fosse che non ci si capisce niente, mentre qui l’ufficio delle imposte, sebbene mi scriva in olandese, si preoccupa che quello che gli devi o ti deve sia comprensibile e circostanziato. Ecco, forse e’ semplicemente riassumibile in questo, mi piace vivere in un paese in cui non devo pensare che di default qualcuno stia provando a fregarmi.

August 6, 2012

Riassumendo

Santa Giulia beach, originally uploaded by Littlelakes.

Negli occhi azzurri quasi impossiili, sulla pelle il caldo del sole, pile cariche, si riparte.

March 19, 2012

Risposte improbabili

C: amore una buona notizia, mi hanno dato l’aumento di stipendio!
M: perche’?
C:…

February 5, 2012

Passaggio in India

 

Grace child development centre, originally uploaded by Littlelakes.

Mentre gli olandesi controllano febbrilmente lo strato del ghiaccio per capire se quest’anno finalmente si fara’ la 11 citta’ e gli italiani polemizzano su chi debba spalare la neve, io scarico foto di una settimana in India e metto insieme un po’ di pensieri.
Di tanti posti al mondo, l’India ancora mi mancava e l’occasione della conferenza della mia business unit ha rappresentato una occasione preziosa per cominciare a capirci qualcosa di questo paese strano.
A Bangalore e’ inverno, il che vuol dire che di giorno ci sono “solo” 30 gradi e di notte una brezza fresca che scendendo dall’aereo ti da il benvenuto. In India le strade sono un’esperienza, per come sono messe (male, molto), per il traffico che fa sembrare Shanghai una cittadina di un cantone svizzero, per quello che ci si vede attorno, dai rumori alle persone, alle case, baracche, giardini, fogne e ovviamente mucche.
Bangalore e’ la capitale dell’IT e cosi non perdiamo l’occasione per visitare gli uffici di uno dei nostri partner tecnici, aspettandoci orde di indiani che codificano ABAP e scoprire spazi moderni, menti brillanti e una visione del mondo interessante…la globalizzazione non e’ portare via posti di lavoro dal mondo occidentale, ma spostarli nei luoghi in cui chi li esegue rappresenta l’eccellenza.
A Bangalore abbiamo uno stabilimento che sembra un giardino e che ha una famiglia di scimmie che usa i tubi che girano tutto intorno alle aree di produzione come un gigantesco luna park e si divertono a tirarci le bucce delle carrube che mangiano sugli alberi di fronte agli uffici.
Poco lontano c’e’ il Grace child development centre, un posto in cui i bimbi dai 4 ai 21 anni dell’ultima casta (lo so che le caste sono state abolite, ma ditelo voi agli indiani…) ricevono 2 pasti al giorno, istruzione, assistenza sanitaria (incluso un piccolo lebbrosario) e per chi ne ha bisogno un posto in cui dormire. La mia societa’ ha adottato i volontari che si occupano del centro e sta fornendo materiali (facile facendo vernici) per risistemare i vari ambienti, costruire una cucina in muratura e allestire una sala computer.
Noi abbiamo passato un pomeriggio con i bimbi e ragazzi del centro, abbiamo portato cartoline dei nostri paesi per una lezione di geografia, dipinto muri e raccolto sorrisi. Abbiamo consegnato uno a uno 235 zainetti pieni di colori, quaderni e libri a piccoli che in alcuni casi potevano tranquillamente viverci in quello stesso zainetto e a giovani che potrebbero presto essere colleghi o leader di questa nazione incredibile. Ho visto il capo della mia business unit con gli occhi rossi di lacrime decidere su due piedi che da quest’anno i 10 migliori studenti che lasciano il centro al compimento del 21esimo anno saranno sponsorizzati dalla nostra business unit nella loro carriera universitaria, ho visto americani grandi e grossi diventare piccoli davanti a sorrisi e occhi che chiedevano solo di avere lo zainetto rosso invece di quello blu, ho visto future miss universo con visi che restano nel cuore vestire gia’ i gioielli riservati alle donne sposate nonostante l’eta’ dicesse solo 14 anni.
Mi si e’ aperto un buco nel cuore a vedere tutti quei piccoli e a vedere la passione dei loro insegnanti, mi sono venuti in mente i pomeriggi con la mamma allo studio guidato e mi e’ mancata ancora una volta, anche dall’altra parte del mondo.

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