April 30, 2002

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Con il mio compleanno ho un rapporto da bimba dell’asilo…si insomma Ë una giornata che mi piace da morire, molto pi? del giorno di Natale.
Non sono i regali il punto, cioË mi piace un sacco ricevere regali, ma questo tutto l’anno, anzi di pi? quando non sono legati a niente in particolare, ma il giorno del compleanno per me Ë una festa gigantesca ed Ë mia :) Per questo ci sono regole precise da seguire: prima di tutto bisogna far festa, in qualunque ambiente ci si trovi e cosÏ ci saranno pasticcini per l’ufficio, una cena speciale per Franz e pranzi e cene assortite per tutto il weekend; poi si tiene il cellulare acceso anche in ufficio, cosa che non faccio mai, perchË adoro le telefonate di auguri; c’Ë da farsi un autoregalo, qualcosa di speciale che mi regalo da sola (pensavo a un taglio di capelli nuovo) e alla fine i regali. I regali di compleanno devono essere solo per me, a Natale si possono fare i regali per la casa, ma per il compleanno no, devono essere tutti miei…lo spiegavo ieri a Diddo, il Natale Ë generoso, ma il compleanno Ë assolutamente egoista :)
E cosÏ arriviamo a questo bellissimo tricheco: questo Ë il regalo che ho chiesto alla zia, nel formato pi? grande che riesce a trovare…29 anni e non sentirli :))

Arrivano strani segnali, faccio un po’ fatica a capire, vedo decisioni che mi sembrano nella giusta direzione, ma mi sembrano talmente fuori da qualunque contesto che non riesco a non preoccuparmi…credo che avere un interesse comune da coltivare sia la miglior prospettiva, forse la migliore situazione per uscire da questo stallo, perÚ mi sembra che sia saltata fuori in modo poco ragionato, che forse nemmeno loro si siano accorti di quanto preziosa possa essere.
Magari Ë meglio cosÏ, senza stare a rifletterci troppo Ë possibile che le prospettive si aggiustino da sole, perÚ faccio fatica, vorrei poterci vedere un segnale positivo senza paura di travisare tutto di nuovo…aspetto e osservo.

April 29, 2002

Di nuovo al lavoro, dopo 4 giorni in cui la nullafacenza ha regnato sovrana…ne avevo bisogno, i 2 giorni a Francoforte mi avevano abbastanza distrutta e avere la possibilit‡ di fare tante cose ma con moltissima calma Ë stata spettacolare…
Nell’ordine: villa Pamphili a godersi il sole, Panic room al cinema, in giro per negozi a caccia del mio regalo di compleanno (ormai ci siamo, giovedÏ si avvicina…), pioggia e divano, F1 e calcio e esperimenti culinari (Franz ha fatto una pizza strepitosa, l’ho costretto al bis per due sere consecutive!!!)
Ho comprato i biglietti per il concerto di Lenny Kravitz, ci stavo facendo la posta da un po’ e adesso sono lÏ, anzi il voucher Ë lÏ, custodito gelosamente in attesa di arrivare alla data fatidica, 8 giugno stadio Olimpico…

April 24, 2002

Dimenticavo…sono riuscita a fare l’impossibile, ovvero shopping anche a Francoforte :))

La permanenza a Francoforte ormai e’ agli sgoccioli e anche la mia vena di sopportazione, non ne ho piu’ voglia e dopo due giorni di spiegazioni (interessanti di sicuro, ma mi sa che non ho piu’ il fisico per queste cose!) ho voglia di fare l’ameba e riposarmi…
Per cui il mio prossimo obiettivo sono le poltrone “massaggiatrici” della lounge dell’aereoporto, con tanto di salatini e magari anche un po’ di frizzantino, che quando si e’ un po’ storiditi il viaggio sembra sicuramente piu’ corto :)

April 23, 2002

Da Francoforte con furore…albergo spettacolare, tempo accettabile, audience del corso scappata da “La rivincita dei Nerds” :)

April 22, 2002

Ti accorgi che Bologna Ë diversa da Roma per mille piccole sfumature…per esempio sabato pomeriggio pioveva, pioveva sul serio e io mi sono dimenticata l’ombrello in un negozio, ma me ne sono accorta solo a casa, perchË non ne ho avuto bisogno fino a quel momento, visto che ho continuato a girare tranquilla sotto i portici…oppure ho incontrato Paolo davanti a Galleria Cavour, non lo vedevo da secoli e siamo andati a prenderci un caffË…a Roma non incontro quasi mai nessuno…
Mi piace vedere la mia citt‡ con gli occhi delle persone che porto in giro, perchË riesce a stupire, Bologna non te la aspetti cosÏ bella, cosÏ casa, perchË ci sono gli scalini dei portici pieni di gente lÏ a sedere che si gode il sole o il fresco della sera in piazza Santo Stefano che a me fa venire il magone, anche se tutte le volte mando un accidente perchË continuo a scordarmi che sui sanpietrini rischio di spaccarmi una gamba (io e la mia mania dei tacchi…), perchË in osteria ti metti a scherzare con il padrone di casa e gli ospiti ridono perchË a parlare con i bolognesi veri mi salta fuori un accento spettacolare, tutto pieno di esse e di zeta che sembrano le uniche lettere disponibili nell’alfabeto, perchË verso sera una citt‡ con tutti i tetti rossi ha un colore diverso da tutte le altre, perchË la focaccia con la cioccolata e la panna come la fanno alla Torinese non la fanno da nessuna parte…

Percezioni…alla fine tutto quello che facciamo passa attraverso il filtro degli occhi e del cuore delle persone che abbiamo davanti, che percepiscono i nostri gesti e le nostre parole e danno una collocazione, uno spazio in accordo con i loro sentimenti e le loro esperienze…
E cosÏ non esiste oggettivit‡ nelle emozioni, e grazie al cielo vorrei aggiungere, ma non posso, perchË ogni tanto l’oggettivit‡ ci vorrebbe, perchË ti farebbe vedere gli sforzi che le persone che ti stanno attorno stanno facendo per venirti incontro, per rendere il clima in casa pi? sereno, per trovare una via d’uscita che non faccia troppo male a questo orgoglio megalomane che ci portiamo dietro…e invece no, non c’Ë oggettivit‡, c’Ë quello che vediamo attraverso le lenti dei nostri pensieri e tu non ti sei accorto di nulla, della fatica che gli altri stanno facendo, della serenit‡ che Ë davvero cresciuta…niente…solo perchË quello che per te Ë il punto irrinunciabile, per lei Ë l’unico scoglio che adesso non Ë proprio pronta a superare…e cosÏ non ti sei accorto di tutto il resto…
Certi discorsi fanno male da morire, Ë stata una doccia fredda, non me lo aspettavo, credevo di aver visto un clima pi? sereno, facce pi? distese e tutti i segnali che mi arrivavano sembravano in quella direzione…poi mi sono accorta che avevo raccolto segnali da tutti meno che da te, da te che mi stavi quasi sfuggendo in quel modo elegante che hai tu, confondendomi con parole e impegni…ma ti ho beccato e te l’ho chiesto, cosÏ, secco, diretto, senza la possibilit‡ di scappare, anche se mancavano pochi metri prima di arrivare in giardino e parcheggiare e ti ho tenuto lÏ finchË non mi hai risposto…
PerÚ la risposta mi ha aperto gli occhi, mi ha fatto venire anche il dubbio che tu ti senta davvero solo in questo momento, di sicuro non ti senti capito…e io che forse potrei essere quella che pi? ti capisce sono lontana e tu non alzi il telefono per raccontarmi come vanno le cose, anche se te l’ho chiesto tante volte…
Guardo te e vedo da chi ho preso tantissimi aspetti del mio carattere, la grinta, la voglia di emergere, di sentirmi apprezzata e per questo non posso che capire quello che agli altri risulta poco chiaro, l’importanza che ha per te sentirti attivo, avere un obiettivo, una sfida per cui valga la pena di buttare gi? i piedi dal letto la mattina…perÚ fa che non ci sia solo quello a riempirti le giornate, fermati a cercare i piaceri piccoli, le soddisfazioni sciocche, quelle a cui nessuno fa caso…nessuno tranne le persone che ti vogliono bene…loro le vedrebbero e avrebbero solo voglia di dividerle con te…anche io…

April 19, 2002

Mi sarei aspettata di tutto, ma la contestazione nel mezzo della nostra presentazione proprio no…ieri ero in missione per conto dell’allegra multinazionale all’universit‡ di Bologna, facolt‡ di economia. Nel pomeriggio era previsto un nostro intervento per raccontare cosa facciamo e chi siamo e proprio mentre toccava a me nel cortile della facolt‡ Ë entrato un gruppo di ragazzi che per usare un eufemismo contestava pesantemente la nostra scelta di lavorare per una multinazionale, che ovviamente affama/sfrutta/corrompe il terzo mondo…in pi? ci siamo beccati anche la colpa per l’articolo 18…Wile, Jena, ma siamo davvero stati noi anche per questo??? In un attimo perÚ le valenti forze dell’ordine hanno riportato la quiete (cioË insoma, hanno interrotto il volantinaggio, quanto alla quiete…) ma di continuare a parlare non ci si poteva nemmeno pensare visto lo schieramento di “megafonati” che stazionava davanti alla porta aveva una potenza di fuoco molto maggiore alla nostra… prima di sparecchiare le forze dell’ordine ci hanno perÚ invitati ad aspettare un po’, cosÏ se per caso “loro avevano fatto caso alle facce di chi stava parlando”…
Insomma, un job meeting mooolto global :))

April 17, 2002

E’ bello chiacchierare con te, perchË riesci a dire cose importanti e cose assolutamente folli che mi fanno morire dal ridere: quello che mi piace di pi? Ë che sei una delle poche persone che conosco che hanno la dote rara di saper ascoltare davvero, non per niente ti ricordi particolari e dettagli che ai pi? sfuggono, anche se legati a conversazioni avvenute un secolo fa. Per questo e per un sacco di altri motivi ti voglio bene, perchË so che mi ascolterai e non ti tirerai indietro se dovrai dirmi per la centesima volta di pensarci, di fare la cosa giusta (che stranamente tu vedi sempre e io quasi mai…), anche se non Ë quello che vorrei sentirmi dire…
E’ sempre un’esperienza scoprire quanti pensieri hai contemporaneamente in quella testa, non c’Ë stata una volta in cui non mi abbia sorpreso con qualcosa che proprio non avrei immaginato (altro che Biutiful!)…
…grazie per l’aperitivo, vi dobbiamo una grigliata in terrazza ed Ë una promessa :)

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