Rapimento ed estasi
Tardo pomeriggio di una piovosa giornata di dicembre, so solo che mi devo far trovare pronta per le 18:00 se voglio ricevere il regalo della Fran e del Gatto. Nient’altro.
Vengo prelevata da casa, portata in giro per il centro e bendata all’angolo tra via Ottaviano e via degli Scipioni. Mi sento mediamente scema e sono piuttosto preoccupata, per le menti malate che mi stanno guidando e per lo stato deprecabile dei marciapiedi romani.
Arriviamo a destinazione, la mia richiesta di evitare almeno di farmi girare su me stessa e’ stata ascoltata, sono comunque disorientata, ma almeno non ho vomitato.
La sciarpa/benda viene tolta in un locale dal soffitto altissimo, con le pareti ricoperte di scaffali che contengono forme per cappelli di ogni genere.
Un cappello su misura, ovvero il colmo della goduria, con tanto di proprietaria a disposizione per guidarmi nella scelta e per orientarsi in mezzo alla marea di fogge, tessuti e materiali a disposizione.
La prima serie di cappelli da provare e’ una serie stile anni 20, molto signora per bene, poi si passa a quelli che preferisco, i cappelli a tesa larga e qui mi commuovo, trovo quello che voglio e aggiungo quote di adorazione infinita per i due rapitori.
Il dopo e’ gioco puro, tra piume che andrebbero benissimo per Ascot, una tuba da lord, un piumino grigio a cui faro’ un pensiero, cappelli da uomo e pezzi da antiquariato.
Il prossimo giro sara’ in compagnia, ho visto qualcosa nel biglietto da visita che potrebbe interessare ad un fan dei Lynird Skynird che conosco.
Ho la sensazione che per un adeguato sfoggio del cappello nuovo mi servira’ un set accessori adeguato, ma i saldi non sono lontani…