January 30, 2005

E se sei fortunata, alla tv trovi anche un Batman di Tim Burton [gli altri non hanno ragione d'essere] a fare da sottofondo in un pomeriggio con pranzo alle 4, disegni e thÈ mela e cannella.

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

January 29, 2005

A Milano
Faceva meno freddo che a Roma.
Ho avuto il dubbio che le milanesi vadano tutte dallo stesso parrucchiere a farsi le meches o il colore [rosso].
Ho incontrato gente per bene anche se io ero lÏ per fare un lavoro schifoso.
Ho preso il thÈ e l’aperitivo.
Sono stata da Tommy perchË mi serviva aria di casa.
Ho ringraziato mentalmente per tutta la cena chi mi ha consigliato di andare alla Dogana golosa.
Ho ricevuto la proposta pi? perversa di sempre, andiamo alla Fnac e visto un amico con un’aria felice che fa bene al cuore.
Ho lavorato troppo.
Ho bevuto quantit‡ industriali di marocchini, con la scusa che poi avrei dovuto spiegare al mio barista romano come farlo.
Ho comprato un libro di Ellroy.
Mi sono addormentata ogni sera con una playlist da 3 canzoni, alla faccia dei 40 Gb disponibili e un senso assoluto di mancanza.
Non c’Ë nessuno per strada, solo gente che fuma fuori dai locali e non ti viene per niente voglia di andare in giro dopo la chiusura dei negozi.
Ho fatto la fila a Linate come dicono al telegiornale e ho pensato all’altra volta, quando con me in fila c’era qualcuno che mi avrebbe cambiato la vita.
Ho trovato un tassista chiacchierone.
Avevo voglia di tornare a casa.

January 24, 2005

Sapessi come e’ strano…
…lavorare tutta la settimana…a Milano.

January 22, 2005

In nomen omen
Quando eravamo piccoli il babbo ci raccontava sempre che il suo nome era pieno di storia, di gloria, che lo avevano portato uomini che si erano distinti per il loro valore e le loro imprese.
CosÏ abbiamo sentito mille volte il racconto dell’ingegno di un condottiero romano che per sconfiggere i cartaginesi si inventa i rostri e lo stupore dei nemici e dei romani stessi fu cosÏ grande che la sua vittoria fu celebrata con una colonna nel foro.
E la cosa non finÏ certo lÏ, perchË poi la marina italiana pensÚ in tempi pi? recenti di dare il glorioso nome a una corazzata.
Poi c’era il pugile, 4 volte campione del mondo, quello che ha il suo nome nella Hall of Fame vicino a Mohamed AlÏ, quello che ha mantenuto una dignit‡ rara anche quando il ring era lontano e la malattia molto pi? forte dei tanti avversari sconfitti.
Ai tempi di Tangentopoli eravamo gi‡ abbastanza cresciuti da sapere che solo una coincidenza sfortunata aveva dato lo stesso nome a Poggiolini e ci scherzavamo anche con un babbo, che era sempre grande per noi.
CosÏ succede che in un pomeriggio di shopping a caccia di scarpe con il mio consulente di fiducia, la commessa mi chiede quale modello voglio provare, le decoltÈ o le Duilio e io e il socio ci guardiamo perplessi, convinti di non avere capito.
Scusa quali? Quelle lÏ?
Si quelle con i buchini, le Duilio.

Scappiamo via, facce cianotiche per il tentativo di trattenersi dal ridere e un tarlo nella testa: le Duilio. Devo avere le Duilio.
La caccia continua, l’obiettivo Ë chiaro, scarpe con i buchini, quelle che ho sempre chiamato stile inglese o al massimo francesine.
Quello che mi racconto pur di continuare a comprare scarpe Ë quasi imbarazzante, ma valeva la pena per poi chiamare casa, raccontare questa storia e sentirvi ridere tutti quanti.

January 21, 2005

E siccome…
La prossima settimana sara’ schifosamente allucinante, oggi pomeriggio faccio quello che mi pare, quindi esco alle 3, vado allo Sheraton a ritirare i biglietti per la California, torno a casa, ma soprattutto mi faccio un giro a caccia di scarpe con il Gatto e poi comincio un weekend in cui l’obiettivo sara’ una quantita’ industriale di coccole.

January 19, 2005

It’s a small world
Succede che diluvia, che la pizzeria di fiducia e’ inaspettatamente chiusa per ferie e che avessimo notato una potenziale nuova tappa da aggiungere al nostro giro da pensionati tuttoaquattropassidacasa, ma del resto se si vive al centro del mondo…
Se passate da Borgo, cercate su borgo Pio una porticina piccola, niente insegne, solo il cartello Slow Food (quello con la lumaca), entrate e lasciatevi consigliare e coccolare.
Magari vi capitera’ di assaggiare piccole prelibatezze, come la polenta con la pitina, o di scoprire che la carne di cinghiale e’ esaltata da una goccia di aceto balsamico, o anche che un dolce povero come la torta di castagne del monte Amiata puo’ diventare un’esperienza di vita se si aggiunge un po’ di rhum e la si accompagna con una mousse di ricotta e castagne e magari anche con un bicchiere di passito siciliano.
Detto questo, mi iscrivo alla Slow food senza passare dal via.

January 18, 2005

Forse non tutti sanno che/ecchissenefrega
Oggi sono esattamente 6 anni che vivo a Roma.

January 17, 2005

Telelavoro
Una dei vantaggi del lavorare da casa e’ che puoi decidere di fare una pausa, alzarti, affettare gli odori, aggiungere il macinato e la salsiccia, far rosolare e poi aggiungere il pomodoro e preparare una pentola di ragu’.
Che adesso bolle piano sul fuoco.

Easy like a sunday afternoon
Sole delle grandi occasioni, alla faccia di Veltroni che interrompe in anticipo il blocco, si esce, giro classico casa-Castel Sant’Angelo – via del Governo Vecchio – piazza Navona – Pantheon – piazza Sant’Ignazio – via dell’Umilta’ – danni.
In giro c’era un po’ di tutto, le domeniche ecologiche scatenano strani istinti, compresa voglia di bicicletta in soggetti imprevisti, come il signor presidente di confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che abbiamo incrociato in pile e pantaloncino tattico a bordo di una mountain bike stile ipermercato, niente scorta e occhio ceruleo e di sicuro anche i boxer della Ferrari, ma su quelli non posso garantire.
Piazza Navona e tuo padre chiede se hai portato il cavalletto [o il fucile di precisione, dipende dall'umore...].
Passaggio per il Pantheon, con annessa ricostruzione storica di un pezzo della cinematografia italiana, con io che faccio Volonte’ e continuo a dire “Denunciami, vai in questura e denunciami”, mentre tu minacci di comprare improbabili cravatte azzurre nel negozio di Cenci [e se non avete capito di che film si tratta, allora avete una lacuna da colmare e una grande opportunita' per vedere qualcosa di davvero bello].
Parentesi monarchica con picchetto d’onore, passando davanti a palazzo Madama richiedi il mio arresto per proposta sediziosa, poi il migliore tromp l’oeil della Capitale [solo perche' non ho ancora visto dal vivo quelli di Rillo], ovvero la cupola di Sant’Ignazio che ci incantiamo a guardare facendo avanti e indietro con il naso all’aria lungo la navata per capire in quale punto quella prospettiva incredibile si rompe, rivelando il trucco.
Via dell’Umilta’, cappuccino, libri [un Ellroy che mi mancava, Scerbanenco, Cuggia e questo di cui mi ispirava la copertina e gia’ che c’eravamo, anche un Powerbook, ma sono dettagli.
Spaghetti con le vongole e Playstation recapitati a domicilio, che quando si offre un servizio deve essere eccellente.

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