April 30, 2005
Certe sere sono cosÔø? perfette che torni a casa, fai zapping e trovi Strange days.
Certe sere sono cosÔø? perfette che torni a casa, fai zapping e trovi Strange days.
Pi?? o meno due giorni dal compleanno.
Modalit?† segugio on.
Gli alberghi e in generale le case nordiche hanno i piumini.
Quelli morbidi e bianchi, pochi fronzoli e piume d’oca.
Vai a letto e ti senti in pace con il mondo, subito al caldo, avvolto per bene e protetto.
Poi nel mezzo della notte la tragedia: ti svegli in un bagno di sudore, la coibentazione saltata completamente, il piumino in diagonale e parti assortite del corpo scoperte.
A quel punto cerchi disperatamente di recuperare l’assetto, ma l’altra caratteristica del piumino e’ che non si rincalza. Mai. Da nessun lato del letto.
E allora e’ troppo tardi, ti rassegni a rannicchiarti nell’unico angolo ancora protetto del letto, ti ricomponi e ti avvolgi tipo baco da seta, rassegnato alla mummificazione per il resto della notte, al torcicollo il giorno dopo e ai geloni al piede destro.
La prima cosa che cerchi, tornando a casa, e’ il mitico plaid di lana della nonna, che avra’ pure gli acari, ma non ti tradisce mai.
Fenomenologia del collega straniero
Meeting, stanza piena, nazionalita’ assortite.
Francese -> si alza, ti bacia, mirando subito all’angolo della bocca che non si mai, in fondo loro baciano alla francese mica per niente
Americano -> ti tira una pacca sulla spalla il cui effetto di solito dipende dalla mole del soggetto in questione, poi ti bacia sulle guance con entusiasmo
Spagnolo -> baci sulle guance e aria complice, tipo per fortuna c’e’ un altro latinos nella stanza altrimenti prendevano per il culo solo me
Greco -> nella mia esperienza non ti bacia perche’ non ci arriva [ai due greci abituali do almeno una spanna in altezza] e non capisce se tu ti abbasserai a baciarlo o no, quindi non fa nemmeno la finta
Inglese -> da vero gentleman, si alza e ti porge la mano, sospetti che voglia baciartela, qualcuno audace lo fa
Tedesco -> ti continua a stringere la mano anche alla ventesima volta che vi vedete, diffidente che poi, se ti baciasse, dovrebbe affrettarsi a fare di te una donna onesta e provvedere a matrimonio riparatore
Nordici -> ti baciano e se non stai attenta rischi anche la pacca sul sedere
Piove a Francoforte e riconosco la citta’ che ho visto tante volte: quella piena di sole e di colori di due settimane fa non mi e’ familiare, non e’ la mia Francoforte.
Piove e mangio da sola in un ristorante in cui tutti ti sorridono e sono talmente giovani, perfetti, belli e cordiali da sembrare finti.
Piove e guardo le gocce sul soffitto di vetro, attivo il codice internazionale che dice “non mi rompete le scatole”, mi porto un libro a tavola e lo uso come scudo, per continuare nei miei pensieri e per continuare a farmi incantare dalle parole di Eddie Bunker.
Piove e Sade canta This is no ordinary love e penso che in un amore, in uno vero, non c’e’ niente di ordinario, nemmeno nelle cose piccole, nella quotidianita’.
Anzi.
Forse l’ordinarieta’ si vede solo con occhi ormai disillusi, non piu’ innamorati, perche’ non puo’ esserci nulla di banale, nulla di scontato se in un abbraccio riesci a trovare il calore e le risposte che hai sempre cercato.
Piove e lavoro, ad ingannare la consapevolezza che ho ogni volta che entro in una stanza d’albergo sola. Il sonno tardera’ ad arrivare, mi svegliero’ nel mezzo della notte cercando il tuo corpo, cercando le tue gambe per arrotolarci le mie, sbirciando l’ora e chiedendomi quanto manca ancora.
Piove ed e’ strano vedere dalla Germania i servizi sul 25 Aprile: alle elemetari in questi giorni il mio lavoro sarebbe stato intervistare il nonno. Chissa’ cosa fanno di compito i bimbi di oggi. Il mio piccolo oggi e’ alle prese con ben altri pensieri, varicella e wrestling.
Piove e la sola cosa vera e’ che hai cominciato a mancarmi nel momento stesso in cui mi sono chiusa la porta di casa alle spalle.
Prima volta in una settimana che sono a casa a quest’ora.
Stasera una bella cenetta e belle persone. Oh sÔø?!
Domani si prendono strade impervie e montane, per raggiungere l’altro lato dell’Italia e passare un po’ di tempo con due soggetti spettacolari.
E poi Germania di nuovo.
Prima benedizione Urbi et orbi in radio diffusione.
Lungotevere al meglio delle sue possibilita’.
Muro compatto di auto e anime.
Quello nella macchina di fianco a me si fa il segno della croce.
Dubito fortemente che si tratti di devozione.
Il traffico romano richiede di raccomandarsi a qualche santo con cadenza chilometrica.
Quello delle grandi occasioni necessita di appoggi seri in Vaticano.
Sabato mattina, fermento e agitazione, matrimonio della cugina super poliziotta imminente.
Come da tradizione, gara di eleganza tra i presenti in casa.
Michael [anni 7] incrocia la zia Carmen [mia mamma ndr] che indossa una casacca di seta con le maniche a kimono. Sguardo perplesso.
Zia Carmen, non puoi venire con quello [indica la casacca].
Perche’?
Perche’ in chiesa non possono entrare i vampiri di van Elsi.
Qualche punto millemiglia in pi??, un albergo di quelli seri, con accappatoi di spugna immensi, creme e cremine per tutti i gusti, una vista sul Reno mozzafiato e un buffet colazione allucinante [a parte omelletten mit peperonaten che il solo pensiero mi far sentire male].
Eatdrinkmanwoman, asian tapas e strana sensazione nel rivedere gente che si accende la sigaretta al tavolo del ristorante.
Strade di Francoforte, concerti impossibili Falco meets Amadeus, grattacieli e pazzi per strada.
Team event nel castello, facce di tutti i tipi, frau Bluger alla reception inclusa nel prezzo.
In partenza per la Germania, primo dei tre giri in terra teutonica che mi aspettano questo mese.
Si prospettano due giorni in un castello dalle parti di Koenigstein, obiettivo dichiarato lavorare al piano per l’anno prossimo, mettendo una faccia di fianco ai nomi delle persone del gruppo.
Come premesse:
- conosco di persona solo il capo, che e’ la copia sputata di Jimmy Sommerville [cfr. Bronsky Beat, Communards] e lo spagnolo Fito che se non si e’ tagliato la barba non arrivera’ mai, perche’ in aeroporto lo ingabbiano per le leggi antiterrorismo.
- la parte di team building [leggi i momenti in cui si dovrebbe socializzare/conoscersi/approfittare per farsi i fatti propri] sono nelle mani di un inglese, Paul, che parla con una bit rate non gestibile da essere umani.