Milano alle 8:30 di mattina ha lo stesso clima di una lavanderia cinese a ferragosto.
I buchi dei miei tacchi sono visibili sul marciapiede davanti all’auditorium del Politecnico…faccio squagliare anche l’asfalto :)
Arrivati al Politecnico il collega delle vendite dei creativi in biancoblu mi fa l’elenco dei pezzi grossi:
Vedi, quello e’ il numero 2 di xxx [segue nome di azienda italica grande graaaaande], sono mesi che quelli del mio ufficio lo stanno inseguendo per un appuntamento.
Segue la mia presentazione del progetto.
Fine della tavola rotonda.
Numero 2 di xxx e’ il primo che mi si presenta davanti, biglietto da visita tra i denti e occhio fiammeggiante: Ingegnere, dobbiamo assolutamente parlare, ha detto alcune cose che mi interessano molto e che vorrei riapplicare nel mio gruppo. Come sa ho messo persone giovani alla guida di reparti importanti e….
A quel punto interviene il collega che esibisce con noncuranza il simbolo del dollaro al posto delle pupille tipo zio Paperone, e lanciando suoi biglietti da visita come fossero petali di rose comincia a parlare di best practises, collaborazioni e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.
Allungo il biglietto da visita a numero 2 di xxx: Ci sentiamo.
Ci conti.
Pausa pranzo, collega in fase di revisione della mattinata: Se non mi mettevo di mezzo io secondo me ti offriva un lavoro o almeno la cena. All’inizio pensavo che gli interessasse il tailleur rosso, ma poi ho ricevuto commenti positivi anche da molte donne…sono davvero impressionato
Ah beh.
Comunque dopo la giornata di ieri il mio ego ha fatto richiesta dei moduli per l’ammissione nella UE.