October 30, 2005
A sort of homecoming
Ognuno nella vita lo dovrebbe avere un weekend cos?¨.
Uno di quelli in cui un venerd?¨ mattina salti in macchina, prendi strade bagnate di nebbia fine e tiepide di sole, strade che portano in mezzo a una campagna che ti fa sentire bene, in un cantiere in cui dopo 3 minuti non ascolti pi?? l’agente immobilare che ti spiega questo e quello, perch?® guardi nei suoi occhi e sai gi?† tutto.
Casa.
La nostra.
Uno di quei weekend in cui le crescentine con lo squaqquerone e il prosciutto e le tigelle con lo strutto sono l’accompagnamento ideale per chiacchiere di tutto, di progetti, di novit?† e di bozze con le virgole dopo le “e” da correggere. E mentre sfrecci a bordo di un maggiolo per raggiungere le rive del Reno e un posto con i tavolacci di legno e le tovaglie di carta, parli anche di Cofferati e di Bologna, ma lo fai con qualcuno che sotto le due torri sa che aria tira, con qualcuno che riconosce e conosce gli angoli della tua citt?†, con qualcuno che se gli dici crescentone sa che non stai parlando di roba da comprare dal fornaio. Al contrario di tanti altri che si divertono a riempirne i giornali e chiacchiere in questi giorni, altri che, al massimo della fortuna, di Bologna conoscono solo tette, torri e tortellini.
Uno di quei weekend in cui puoi guardare negli occhi la mamma e dirle no, che non hai paura di sentirti in trappola, mentre sorridi perch?® ti ha chiamata anima libera e ti ha chiesto la sola cosa che era importante sapere.
Uno di quei weekend in cui la tua compagna di banco del liceo ti fa ridere perch?® manda il marito a comprare pantaloni premaman perch?® lei non ammette di essere incinta e allo stesso tempo ti guarda male perch?® in quella che in pianta era prevista essere la camera bambini noi metteremo un tavolo per cene e serate e brindisi per momenti speciali.
Uno di quei weekend in cui non riesci a far passare 5 minuti senza sorridere come non hai mai fatto, senza sentirti il cuore leggero e la testa piena di progetti, uno di quei weekend in cui pensi di aver un qualche angelo da ringraziare per tutto questo…poi ti giri e lo fai, guardi negli occhi il tuo angelo, lasci che ti sorrida e che ricominci a cercare di convincerti a togliere il muro che separa la sala dalla cucina.