Il periodo e’ delirante.
Si corre in giro per l’Italia a scegliere di tutto, nel frattempo si cerca di stare con le persone speciali che ci sono qui [e cosi' saltano fuori cene come quella di ieri sera, delirio di bonta' napoletane, di chiacchiere, di Nabaztag e di belle persone; o di improvvisate in un negozietto in via Sistina a prendere un abbraccio da qualcuno che mi manchera' proprio tanto], poi gia’ che ci siamo si lavora come matti e domenica si parte per altre due settimane a Beirut.
La verita’ dei fatti e’ che abbiamo un sacco di roba da traslocare: abbiamo svuotato una mensola di fumetti e ne sono usciti 4 scatoloni, meglio non pensare al resto dei fumetti, ai libri, ai DVD e ai miei stivali [ieri mi sono presa i Radical Frank neri, OXS...ne avevo bisogno? Certo, la quota stivali era ferma a 15 da troppo tempo :)].
Calma e metodo.
Verso Natale credo organizzeremo una carovana stile Re Magi, nel frattempo abbiamo trovato la casetta temporanea che ci ospitera’ in Emilia in attesa che la nostra sia pronta: eravamo pronti ad accontentarci di un buco, invece abbiamo trovato qualcosa di proprio bello, 60 mq ristrutturati in centro al paese, travi a vista e spazio…sono quasi commossa.
A proposito di commozione: in questo periodo ho la lacrima facile. Se sento Cirano di Guccini non arrivo mai in fondo senza aver tirato fuori una lacrima. Se invece si ascolta “La locomotiva” mi viene sempre da sorridere e pensare a una sera con la pancia piena di meraviglie abruzzesi a cantare a squarciagola in macchina con Massi e Monia.
Sono pronta a una overdose di cibo libanese e lavoro, a un altro trasloco e alla tracciatura dell’impianto elettrico. La sola cosa che mi spaventa e’ doversi interfacciare al 187 per la linea telefonica. Ci sono forze oscure contro cui nulla si puo’.