Faccio il punto di quello che ho capito.
Sono una fallita: in quanto separata il ministro Castelli ci ha tenuto a farmi sapere che certo puo’ succedere, ma che umanamente parlando e’ innegabile che io sia una disgrazia su tutta la linea. Lo ringrazio, ci sono stati momenti in cui con me stessa sono stata anche piu’ feroce, ma detto da un ministro suona proprio ufficiale. Adesso lo so e non ci penso piu’.
Sono anche un pericolo per la societa’: come parte di una coppia di fatto, il mio comportamento mette a rischio il futuro dei bambini delle coppie regolarmente sposate e di questo chiarimento posso ringraziare l’onorevole Mussolini. Come i bambini delle mie amiche si debbano sentire minacciati da me ancora non mi e’ del tutto chiaro, ma almeno adesso lo so, cosi mi regolo.
Fortunatamente mi salvo per quanto riguarda casa e posto di lavoro, nessun extracomunitario e’ ancora riuscito a rubarmeli entrambi.
Pero’ ho la sensazione che la tutela giuridica di cui godo [godiamo] attualmente sia tale per cui, appena firmeremo il rogito della casa nuova, dovremo chiedere al notaio di fermarsi altri 5 minuti e registrare i nostri rispettivi testamenti e almeno un’altra tonnellata di accordi in cui potremo agevolmente definire la natura del nostro legame.
Che poi.
A partire da quale arco di tempo possiamo davvero chiamarlo legame? No perche’ io avevo il cuore che faceva le capriole dopo 5 minuti che l’ho incontrato, ma non so se e’ sufficiente.
Magari chiamo l’Alessandra M, da donna a donna, e le chiedo di darmi una mano a capirci qualcosa.
O forse chiamo Vladimir, sono piu’ convinta che mi darebbe una risposta comprensibile.
Del resto lei era gia’ il mio riferimento per la posta del cuore su Capital, adesso come adesso e’ il politico che si e’ fatto meglio capire dei vari che ho visto al teatrino delle tribune politiche, una sicurezza insomma.