February 24, 2007

Littlelakes goes to Moscow

Q&A: s?¨ faceva un freddo cane (-24), s?¨ mi sono comprata un colbacco di pelliccia, avessi avuto i soldi mi sarei comprata una pelliccia intera, s?¨ la piazza rossa era chiusa perch?® nei giorni di festa la gente che ci si concentra diventa un bersaglio troppo facile e ancora s?¨ ho pasteggiato a vodka, ma credetemi, il tasso alcolico moscovita ?® solo una leggenda per occidentali, io l’ho vissuta pi?? come una procedura di manutenzione, invece che alla macchina l’antigelo l’ho messo allo stomaco.

 

February 22, 2007

Without you

Piu’ caldo di qualunque pelliccia, colbacco o giaccone super tecnico…nonostante i -24 qui fuori…manca poco…without you

Fusa per il fuso

I problemi reali derivanti dalla differenza nel fuso orario sono sostanzialmente 2: tirarsi fuori dal letto alla mattina e scendere a patti con il fatto che, nonostante tu sia rimasta in ufficio fin dopo le 7, tornando in albergo RaiUno sara’ ancora in piena fascia pomeridiana e Cucuzza imperversera’ per almeno un’altra ora.

February 21, 2007

Generale inverno, oh yes!

Questa mattina, dopo una notte di neve leggera, la citta’ e’ bianca e la mia vista sulle cupole del Cremlino dalla lounge sparita. Poco male, mi sono dedicata a una colazione principesca e a un po’ di sana lettura, prima di una giornata che ancora non vede la fine.

Per ora si procede sparati, sembra che l’allegra multinazionale stia reagendo¬†bene e la mia prima impressione della citta’ e’ decisamente positiva. Sara’ che il freddo mi piace, sara’ che sono curiosa, pero’ stamattina mi sono fatta due passi dall’albergo all’ufficio e ho capito che ho molto da scoprire.

Se nevica, soprattutto se nevica su una bella e consolidata lastra di ghiaccio, meglio fare passi piccoli e ravvicinati e tenere a portata di mano un muro o una ringhiera, che a volare per terra ci vuole un attimo. Sulle scarpe, approccio alla working girl: scarponazzi corazzati per il tragitto a piedi e scarpine carucce nella borsa, che poi si cambiano appena arrivati in ufficio.

La sensazione del vento sulla faccia quando fuori si e’ vicini al -20 e’ qualcosa da provare: il vento si insinua dappertutto e le gambe si ghiacciano immediatamente, nonostante il doppio strato pantalone-calza. Il cappello e’ un must e decisamente si capisce il perche’ di quelli che hanno anche il copri-orecchie incorporato: la sensazione e’ che le orecchie comincino a scricchiolare e che poi si perda la sensibilita’ in un attimo, quindi movimenti rapidi e calzata del cappello decisa appena fuori dal soffione caldo della porta girevole. Nemmeno da dire per i guanti, ho provato a fare due foto ieri sera e se sono venute mosse non e’ un problema della macchina fotografica, il meccanismo anti scossamento non e’ decisamente in grado di fronteggiare lo choc termico sulle dita!

Last but not least…in lobby servono caviale a colazione…domani mi sa che provo!

February 19, 2007

Il Danubio era blu e la Moscowa e’ ghiacciata

from my window

Sempre vista fiume e sempre mozzafiato.

A Mosca nevica leggermente, attorno e’ tutto bianco e tutto sommato non mi e’ andata male, -5 e’ una temperatura onestissima, ma aspettiamo, il meteo prevede un bel -20 per i prossimi giorni.

Per ora direi tanto di cappello, dogana e bagagli in meno di 15 minuti, peccato solo il portellone ghiacciato che ci ha chiusi nell’aereo per un po’, alltrimenti si sarebbe battuto qualunque record.

Sulla strada ci sono banchetti che vendono bottiglioni di antigelo e camion di tutti i tipi. Il concetto di macchina pulita, vista la condizione delle strade e la situazione meteo e’ onestamente applicabile al solo parabrezza, tutto il resto e’ amnistiato.

L’albergo e’ scandalosamente lussuoso, mi hanno dato una camera al 25esimo piano con vista sulla Moscowa e una piazza d’armi a disposizione…foto qui

February 15, 2007

Da Kiev con un gran sonno

La cruda verita’ e’ che e’ Kiev ma potrebbe benissimo essere Busto Arsizio per quello che ho visto io. Non ho messo il naso fuori dall’albergo, colpa di una combinazione letale di agenda piu’ densa di un budino e dell’offerta da finire per forza in collaborazione con gli ammmericani che si svegliano quando qui ormai e’ sera.

Non ho visto niente, ma non e’ andata male, almeno c’erano gli inglesi e su di loro si puo’ sempre contare, almeno per una birra. Per il turismo ci sara’ tempo, molto tempo, sempre che all’allegra multinazionale l’offerta piaccia.

Settimana prossima Mosca e magari si comincia a cercare casa, che i tempi stringono!

February 13, 2007

Ukraine for dummies

Sedotta e abbandonata dalla Lufthansa, trovo riparo tra le braccia di mamma Alitalia che mi consegna a Kiew sotto un cielo bianco di neve e con nello stomaco un tramezzino agghiaciante a base di provola e carciofi.

Il doganiere ucraino medio ha la stazza di un armadio a tre ante, i capelli lisci lisci, cortissimi e piu’ o meno biondi, non spiccica una parola di inglese, ma fa il provolone come 4 italiani messi insieme. L’unico scambio di parole assimilabile a una conversazione e’ costituito dal’elenco dei marchi prodotti dall’allegra multinazionale e un “buonanotte” finale riconsegnandomi il passaporto.

Stessa cosa con il taxista, appurato che non capisco il russo, che non ho un’idea dell’ucraino e che viceversa inglese, francese e italiano sono non pervenuti dal suo lato, il viaggio verso l’albergo procede nel cuore della notte e nel mutismo piu’ assoluto. Fuori e’ tutto coperto di neve, le strade differiscono dal resto del paesaggio solo perche’ invece che la neve ci sono pozzanghere di un metro di profondita’: al guado della prima speri ardentemente che il concetto di revisione annuale sia preso sul serio dal tuo taxi driver. A prima vista, la possibilita’ di fermarsi nel mezzo del niente causa allagamento del motore sembra agghiaciante piu’ della temperatura esterna, poi visualizzo che le fermate dell’autobus sono piu’ grandi e meglio isolate della mini casa in cui si viveva a Roma per cui un po’ mi tranquillizzo.

Arrivati a Kiew la conversazione con il tassista ha un’impennata e di seguito mi indica il fiume (credo…), il palazzo del governo (riconosciuto dai tempi delle dirette tv sulla rivoluzione arancione), lo stadio della Dinamo Kiew e un non meglio precisato museo di Stalin alla cui vista il suddetto tassista si batte il petto, senza che io possa anche solo vagamente capirne il motivo.

Arrivo in albergo all’una passata, mi registro, ricevo il pacchetto di benvenuto per la 3 giorni e¬† mi diletto con un florilegio di Andrey, Dmitry e Larisa lungo almeno due pagine. Mi addormento sognando steppe sterminate e gulag, questo progetto e’ troppo grosso per essere digerito senza un po’ di vodka, ma per oggi solo tramezzini Alitalia e sonno tormentato.

February 12, 2007

Dicasi beffa

Decidere di volare Lufthansa, perche’ si sa, i tedeschi sono i tedeschi e per Kiew il viaggio e’ lungo e trovarsi il Bologna – Monaco cancellato, un servizio da terzo mondo e un provvidenziale volo Alitalia che almeno fino a Malpensa mi ci ha portata…per il resto chissa’…

February 7, 2007

Tu chiamale se vuoi…emozioni

Entrare da Feltrinelli con un autore in ansia che deve scoprire dove il suo secondo libro sia stato posizionato..

Scoprire che non solo ?® in bella vista all’ingresso, sezione novit?†, ma ?® anche disponibile impilato in mezzo ai pezzi grossi del noir…

Sentire un sospirone di sollievo e intravedere una scintilla di orgoglio (e sapere che ?® ben meritata)…

Come dicevano quelli…non ha prezzo :)

In bocca al lupo ing, vedrai che li spacchi tutti!

February 3, 2007

Relativit?†

Non puoi dire di aver compreso il concetto di polvere prima di aver piastrellato un bagno.

Io ora so.