April 29, 2007

Prossima tappa

Date un’occhiata alle news, cercate dove oggi c’era un milione di persone in piazza….parto mercoledi :)

April 28, 2007

Intelligenza artificiale

Credo fortemente nel valore propiziatorio della prima canzone che il nano rosso spara alla mattina in shuffle mode. E oggi, quando la valigia per tornare e’ ormai praticamente finita…

It’s getting near dawn,
When lights close their tired eyes.
I’ll soon be with you my love,
To give you my dawn surprise.
I’ll be with you darling soon,
I’ll be with you when the stars start falling.

I’ve been waiting so long
To be where I’m going
In the sunshine of your love.

I’m with you my love,
The light’s shining through on you.
Yes, I’m with you my love,
It’s the morning and just we two.
I’ll stay with you darling now,
I’ll stay with you till my seas are dried up.

I’ve been waiting so long
I’ve been waiting so long
I’ve been waiting so long
To be where I’m going
In the sunshine of your love.
[Eric Clapton - sunshine of your love] 

April 25, 2007

Stiamo lavorando per voi

Sto colmando un po’ alla volta la mia abissale ignoranza sul mondo russo, cominciando con il leggere qualcosa Dostoevskji che avevo finora bellamente ignorato (come per altro tutti gli altri autori russi a parte Bulgakov), e nel frattempo Mosca si ferma per il funerale di Eltsin, nel senso letterale del termine.

Ferma la fila delle persone (tante, veramente tante) che ieri sera era in attesa al freddo fuori dalla camera ardente e fermo il traffico stamattina per le mille deviazioni e controlli dovute alle tante persone e personalita’ attese per il funerale oggi pomeriggio. Difficile anche ottenere risposte chiare dai colleghi russi su quello che pensano di Eltisin, si ottiene in genere qualcosa classificabile sotto “e’ stato importante per la Russia”, ma non si va piu’ in la’, mentre su Vladimir si sbilanciano piu’ facilmente e piu’ entusiasticamente.

Nel frattempo anche la mia educazione alla cucina russa procede: la moda del momento per Mosca e’ il sushi, da quello che si e’ capito e’ una scoperta mediamente recente e come tutte le cose nuove (e costose) e’ stato accolto con entusiasmo travolgente e non c’e’ strada del centro che non abbia almeno due ristoranti giapponesi in bella mostra. Questo delirio collettivo di matrice nipponica lascia i ristoranti tradizionali piu’ sguarniti e quindi piu’ facilmente assaltabili senza prenotazione, come quello georgiano in cui ci siamo ribaltati ieri sera, scoprendo che i georgiani si considerano¬†i piu’ fighi della federazione e delle repubbliche indipendenti e che hanno cucina spettacolare…l’unico problema come sempre e’ che hanno ordinato i colleghi russi e quindi, per quanto buona, la cena non e’ replicabile in autonomia perche’ non sarei in grado di ripetere o riconoscere un singolo piatto.

Ma ci sto lavorando, ormai l’alfabeto meno o male lo riconosco, pronuncia, significato e grammatica verranno…

April 23, 2007

Se questo vi sembra un cielo da neve…avete ragione :)

Moscow this morning

April 22, 2007

Per intenderci…

Mosca e’ un posto dove dall’alto dei miei 172 cm mi sento nella media, se non sotto; dove gli stessi articoli che in Italia paghi 100 euri qui li trovi a 400 (la battuta che gira e’ che due amiche russe con al braccio la stessa borsa Gucci si dicano: Parigi, 500 euro! e l’altra con aria trionfante: Mosca, 1200!); dove le ragazze sono proprio belle tacchiaspillo-borsaFendi/Gucci/Prada-tuttonero-capellolungoliscioebiondo-sospettaanoressia; dove in un mall di lusso trovi esposti in bacheca un completino intimo di strass con vibratore incluso nel prezzo (prove disponibili via MMS, solo qualificati).

April 21, 2007

Kremlin for dummies

A Mosca stamattina c’erano 3 gradi scarsi scarsi e ogni tanto si metteva anche a nevicare. Il cielo sopra al Cremlino e’ plumbeo e bellissimo, la fila al mausoleo di Lenin pero’ e’ troppo lunga per convincermi a sfidare le interperie, per cui opto per la visita del Cremlino e dell’Armeria.

L’Armeria e’ uno spettacolo incredibile, niente foto, solo impressioni: in generale non amo le collezioni di armi e vasellami e addobbi vari, ma quella del Cremlino e’ un’esposizione che lascia senza parole per lo sfarzo e la ricchezza: le uova Faberge’ che da sole valgono il biglietto, poi armature e corone con talmente tante pietre preziose che io mi accontenterei delle briglie dei cavalli, gli abiti degli zar e delle zarine, i troni, le carrozze, le armature…l’impressione e’ che tutto sia grande, oltre. Poi c’e’ il fondo dei diamanti: non so come vada il bilancio statale di Vladimir P, ma di certo se dovesse avere problemi basterebbe che si vendesse il contenuto di una bacheca per rimettere tutto in riga.¬†Ci sono¬†pepite d’oro grandi come un 33 giri e blocchi di platino con impressa la falce e il martello e poi i gioielli degli zar…per capirci, visti quelli i gioielli della corona alla London tower sembrano il beauty case di una teenager che e’ passata da Accessorize…il quote piu’ frequente, riconosciuto in almeno 3 lingue diverse, e’: per fortuna che non lo ha visto mia moglie e le lingue sono solo 3 perche’ per ora non copro giapponese e russo.

Nonostante l’effetto drammatico notevole, il cielo grigio non rende del tutto giustizia alle cupole delle cattedrali che non sono dorate, sono d’oro…Anche qui niente foto all’interno, ma solo sensazioni che rimangono a pelle…la iconostasi della cattedrale di Arkangel, dietro cui si nasconde la tomba di Ivan il Terribile (non l’alano di Fantozzi, lo zar…), il rosso, blu e oro della cattedrale dell’Assunzione, le luci della cattedrale dell’Ascensione

Mi e’ stato fatto notare che io vado al Cremlino mentre in Italia nasce il partito democratico e i casi sono due: o sto con Mussi e non ve l’ho detto o sono molto avanti e convinta che prima o poi i veri mangiabambini torneranno, con buona pace di Silvio e della settimana dell’amiciza italiana che spopola qui e imbandiera di tricolori le strade moscovite che manco quando abbiamo vinto i mondiali…

April 20, 2007

Gli incerti del mestiere

Non fai nemmeno in tempo a metterti nell’ordine di idee di restare 3 settimane a Mosca (con massima 11 e qualcosa attorno allo zero come minima) che gli adorabili clienti dell’allegra multinazionale si inventano che settimana prossima si lavora di sabato (con buona pace della tua idea di stare un giorno al Pushkin) e che quella dopo si fa un meeting a Istanbul e arrivederci al primo maggio insieme sulla piazza rossa.

Cosi la brava consulente chiama casa e chiama l’agenzia viaggi dicendo che finora abbiamo scherzato e si prepara a viaggiare di domenica e a ripartire il giorno del suo compleanno…e che poi non mi si dica che non ce ne metto del mio…

A dormire ora che sotto il Cremlino e’ mezzanotte e per entrare al mausoleo di Lenin domani ci si deve svegliare presto, coprirsi bene e fare la coda!

CCCP


CCCP

Originally uploaded by Littlelakes.

La prima settimana moscovita e’ quasi alle spalle e si cominciano a delineare dinamiche interessanti che ci porteremo dietro per tutto il progetto.
I russi urlano: se chiedi informazioni a qualcuno e questo non parla inglese ma solo russo, quello che tipicamente succede e’ che davanti alla tua cronica incapacita’ di capire una singola parola il russo non smettera’ di spiegare, lo fara’ solo a un livello di decibel piu’ alto, sperando che il volume sia un parametro in grado di influenzare il tuo livello di comprensione.
I russi hanno un senso dell’umorismo diverso: o per meglio dire non ce l’hanno, sara’ che nel passato c’era poco da ridere da queste parti e che con l’aria che tira magari nemmeno adesso, pero’ le battute non le capiscono…se poi ci si mette che la maggior parte delle persone qui con me sono tedesche e che il loro humor e’ problematico per tutti tranne che per loro la situazione e’ potenzialmente esplosiva. Il suggerimento e’ che se devi scherzare con un russo, e’ meglio farlo con un sorriso che fa due volte il giro della faccia o la prenderanno molto sul serio.
I russi in metropolitana spingono: sara’ che sono 12 milioni, sara’ che il meteo non aiuta per buona parte dell’anno, fatto sta che in metropolitana e’ una jungla, specie se sei un povero turista che si vorrebbe godere la bellezza delle stazioni della metro e magari anche sapere dove sei, visto che le indicazioni sono solo in cirillico. Ci sono un paio di regole salvavita, tipo non stare vicino alle porte, non stare fermi impalati in mezzo alle piattaforme, non arrivare nella zona di partenza dei treni senza sapere dove andare perche’ nella maggioranza dei casi non ci sara’ un cartello con le fermate successive, non contare negli annunci ne’ nella capacita’ di “leggere” i nomi delle stazioni, molto meglio contare le fermate e sperare in bene…e alle brutte spingere e uscire a riveder le stelle.
I russi adorano i dolci e la cioccolata italiana li rende felici come bimbi, quindi la brava project manager e’ pronta per stipulare un contratto di fornitura industriale con il reparto cioccolata di Dino e a mettere tutto nel budget del progetto…la seratonina da cioccolata rende SAP perfino digeribile, quindi non credo che nessuno avra’ da ridire in merito.
I russi sono amici degli italiani, almeno secondo il Moscow time: che poi ho letto l’articolo e il tutto si fonda sul fatto che tutti e due i popoli tendono a essere molto creativi quando viene il momento di pagare le tasse…la frequentazione Arcore-Cremlino sta generando mostri.
I ristoranti di Mosca sono cari arrabbiati, ma se non ti spaventa mangiare a un baracchino per la strada che vende –?–?—Ä—Ç–æ—Ñ–µ–ª—è (che traslitterato diventa kartosca e quindi patata…) allora tutto sommato si puo’ sopravvivere e male che vada c’e’ sempre la grande M gialla, ma ancora niente Starbucks.
Nel weekend il piano comprende Cremlino, Puskin e mausoleo di Lenin, report dettagliato a seguire.

April 12, 2007

Jet lag, multinazionali & co.

Ogni tanto capita di incrociare qualcuno che ti ricorda che fortuna hai a lavorare in un contesto multinazionale [a onor del vero ogni tanto incontri anche qualcuno che ti chiede come sopporti di lavorare per chi fa parte dell'impero del male, ma questo ?® un altro discorso...] e nella maggior parte dei casi non posso che concordare, ho visto posti che difficilmente avrei deciso spontaneamente di visitare e che ho poi amato follemente [Beirut in primis].

Per?? poi: lavori con Mosca e come stamattina ti trovi il primo meeting alle 9 Moscow time, che sono poi le 7 qui nella ridente Europa occidentale e fai del tuo meglio per mettere insieme almeno un commento sensato che ricordi agli altri partecipanti che ci sei anche tu. Oppure, sempre perch?® adesso lavori con Mosca, ti trovi a preparare la valigia per le prossime 3 settimane e qui fuori nel paesello ci sono le margherite e 24 gradi, mentre l?¨ nevica e stanno ancora sotto zero. Poi per carit?†, super albergo, mi vedr?? il Puskin e il Cremlino e la sfilata del primo maggio sulla piazza rossa [ammesso che la facciano ancora], ma vuoi mettere uscire senza calze e sfoggiare l’abbronzatura costaricana quando tutti sono ancora pallidi?

April 9, 2007

I love shopping in NYC




Shopping in NYC

Originally uploaded by Littlelakes.

Wired per l’aereo che qualcosa di buono da leggere ci vuole sempre.
I numeri di Punisher che mi mancavano e i 100 bullets che Amazon UK non aveva in listino.
Un MacBook nuovo fiammante per sostituire il Powerbook venduto qualche mese fa.
Si, sono passata anche da Manolo(vetrina di classe, piccola e discreta, proprio di fronte al MOMA), ma sara’ l’orgoglio patrio o lo spaccio di Sergio Rossi a qualche chilometro da casa, non l’ho trovato irresistibile come anni di fedelta’ cieca a Sex and the city avrebbero lasciato prevedere.
Unico rimpianto dato che in due giorni non si possono fare miracoli e’ non essere passata da Agent provocateur, ma sara’ per la prossima volta.

Si, la verita’ e’ che divago per non pensare che passero’ una settimana a casa per poi impacchettarmi e dirigermi per le successive 3 settimane in un posto dove oggi nevicava, mentre qui t-shirt e gonna senza calze non sarebbero sembrate fuori luogo. E si, divago ancora, lo faccio tutte le domeniche sera (e per estensione anche in qualunque altro festivo) quando me ne invento di tutti i colori per non andare a dormire e non far finire il giorno di festa, che rispetto a me Leopardi era un dilettante.

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