February 23, 2009

In diretta dalla notte degli Oscar

Nonostante il ciuffo alla Bobby Solo, Hugh Jackman e’ veramente un figo, con tanto di canzone di apertura che conclude in acuto “I am Wolverine”

Occhi lucidi e facce comosse alla consegna dell’Oscar come migliore attore non protagonista a Heath Ledger.  Anche io.

Ben Stiller che imita Joaquin Phoenix da solo vale la serata.

Sarah Jessica Parker non si affronta.

Penelope e Kate con la voce spezzata, una saluta in spagnolo, l’altra che fa fischiare il babbo in sala per sapere dove stavano i suoi.

Sean Penn che chiama fratello Mickey Rourke.

E io che adesso vado comunque a letto perche’ tanta pubblicita’ in cosi poco tempo non l’avevo mai visto. Mi perdo l’Oscar per sapere chi e’ imbalsamata meglio tra la Loren e la Kidman, tutto il resto va agli indiani milionari.

February 20, 2009

Obama è a posto, l’economia americana è salva

Oggi a pranzo mi hanno passato l’informazione piu’ preziosa, quella che ricevi quando ormai sei entrato nel giro…l’outlet, anzi l’OUTLET, quello tutto maiuscolo.

Dico solo: hanno il negozio di Jimmy Choo. Devo aggiungere altro?

February 17, 2009

Sunset in Mystic


Sunset in Mystic

Originally uploaded by Littlelakes.

Constatato che qui san valentino viene preso molto sul serio e che quindi new york sarebbe stata ancora piu’ folle del solito, abbiamo optato per uno dei nostri solidi e consolidati processi decisionali per definire il piano per il sabato. Ho aperto Google maps e mi sono messa a cercare cosa ci fosse a distanza definibile “gita da una giornata” : scartate Boston e Washington che richiedono 4 ore di viaggio e di sicuro una visita piu’ approfondita, abbiamo decisamente puntato verso il Connecticut e in particolare Mystic.
Il nome mi suonava familiare, le foto hanno fatto il resto e decisamente ne è valsa la pena. Ci siamo ritrovati un paesino del New England, con casettine ordinate e barche ovunque.

A Mystic hanno girato Mystic pizza, ma non Mystic river, il Mystic river del film è nel Massachussets e non ha niente a che fare con quello del Connecticut, se non il fatto che entrambe le zone erano abitate da nativi americani che le avevano chiamate Mashantucket. Tutto questo lo abbiamo scoperto solo dopo, raccontato dalla commessa del negozio di abbigliamento militare in cui Mik ha coronato il sogno di una vita e si è comprato un giaccone da marinaio…se poi abbia cantato In the navy come aveva promesso, a voi non è dato saperlo…

February 10, 2009

At the mall

Non c’è weekend senza shopping e non c’è shopping americano senza un mega mall. Quello piu’ vicino a casa si chiama Garden State (che poi è il New Jersey) ed è un agglomerato titanico con dentro qualunque cosa, a parte un supermercato. Questo dettaglio apparentemente insignificante, in realtà ha un impatto sulla frequentazione del mall, sia in termini di fauna che in termini di orari: niente supermercato=niente massaie che alle 8 del mattino di sabato devono fare la spesa della settimana, quindi ragionevole “deserto” alla mattina, bolgia di teenagers al pomeriggio/sera.

Affrontiamo il mall con una lista shopping assortita che  va da un MacBook Pro a un nuovo Epilady (il mio è collassato il giorno della chiusura valigia, no comment sul mio stato pilifero), passando per un paio di guanti, dei mug e qualche incenso. Com’era da prevedersi il posto è una specie di labirinto tentacolare, in cui i nostri occhi europei sono attratti da mille bellezze, ma anche da abomini e crimini contro il  buongusto, tipo una serie di negozi dove si comprano i classici vestiti simil meringa colorata che vengono appioppati alle damigelle di ogni buon matrimonio americano, o i vestiti per il ballo di fine anno, almeno per come ce li fanno vedere nei film.

All’Apple Store c’eravamo già stati il venerdi sera e per il sabato mattina abbiamo in programma accorate rimostranze perchè di due cose che ci avevano detto la sera prima, non ce n’era una che fosse giusta: la store manager ci ascolta paziente e comprensiva, promette di provvedere con adeguato training a migliorare le conoscenze delle sue persone, ci mette nelle mani di una esperta che alla fine accorda anche un 10% di sconto sugli accessori…all’atto pratico riceviamo un adattatore gratis, ma usciamo soddisfatti e semper fidelis.

Tappa successiva, mentre Mik sgattaiola fuori per una sigaretta, Nordstrom, una specie di Coin ma molto piu’ chic in cui lascio il cuore su un paio di Laboutin di vernice rossa e su un paio di Dior di lucertola nera, con queste ultime decisamente salde in vetta nella mia wish list. Se come mi ha detto l’autistanel tragitto dall’aeroporto a casa, verso l’estate il dollaro precipiterà ulteriormente rispetto all’euro, nessun dubbio su dove saranno investiti i miei soldi.

Accumuliamo incensi e creme all’Occitaine, gel professionali, Wired e un’altra pila di rivista, solo dell’Epilady non si ha traccia, in nessun negozio e in nessun reparto, né con i casalinghi, né con i prodotti per l’igiene personale. A metà tra lo sconsolato e il preoccupato per il livello di cura delle donne del Jersey, abbandoniamo il mall e facciamo un passaggio all’ikea, che li non si sbaglia mai, recuperiamo gadget per la cucina e decidiamo di abbandonare il campo, salvo poi scoprire on line e al terzo inutile tentativo, che l’Epilady lo vendono nell’altro mall che sta praticamente a metà tra casa e l’ufficio…come sempre, è tutto molto piu’ semplice di quanto si possa pensare!

February 5, 2009

At the supermarket

Il bello di avere a disposizione un appartamento completamente arredato e con tutti i gadget che ti servono è che puoi pensare di sopravvivere negli States senza dover per forza passare alla categoria taglie forti, avvalendoti delle doti di brava cuoca italiana e di un forno di dimensioni tali per cui un bimbo di 3 anni ci potrebbe tranquillamente dormire.

Il passo numero uno è quindi trovare i supermarket in zona, farsi aiutare dalla collega dirimpettaia per scegliere quello giusto, armarsi di sano entusiasmo e partire. La mia prima meta è stata lo Stop-n-shop di Clifton, che per me sarebbe come il supermercato dietro casa, almeno in termini di collocazione geografica. In realtà credo di non aver mai visto niente di cosi apocalittico.

Non essendo la prima volta che metto piede negli States ero in qualche modo preparata al gigantismo imperante da queste parti, ma non cosi…

Corsie e corsie e corsie di prodotti di tutti i generi, in formati Gulliver e in varianti assurde…tipo, cerchi il riso basmati da fare con il pollo al curry e trovi il Jasmati (aromattizzato al jasmine/gelsomino), il Texati (aromatizzato alla salsa barbequeue) e in un angolino quasi dimenticato il Basmati normale.

Ecco credo che questo sia il punto, non c’è niente di normale, né nel formato né nella quantità di varianti possibili. Mi sono trovata davanti a bottoglioni di roba con scadenza nel raggio di 5 giorni in quantità tali che per me avrebbero rappresentato il fabbisogno di un anno!!

Ho passato 2 ore a girellare con il mio carrello, con un’aria a metà tra una scema completa e Alice nel paese delle meraviglie, chiedendomi se gli americani che si trasferiscono in Europa pensino di noi che siamo appena scampati a un disastro atomico o a una guerra terribile, vista la “penuria” di generi alimentari sui nostri scaffali.

Comunque, il prossimo giro sarà con Mik e con la macchina fotografica al seguito, che certe cose vanno documentate a dovere!

February 4, 2009

Day 2

Ho un cubicolo stile Dilbert con vista muro, urge portare qualche bella foto per ravvivare lo scenario.

Ho un appartamento con la moquette morbidissima e il lavandino con il tritarifiuti che fa un rumore apocalittico. Alla mattina offrono muffin freschi, caffè Starbucks, frutta e yogurth nella sala vista piscina…arriverà la bella stagione..

Ho una Dodge Caliber nera che sulla neve scodinzola peggio che la Z4, ma se becco il “premuroso” collega che l’ha scelta al posto della Mustang, perchè sai c’è la neve e magari non sei abituata… Vivo con l’incubo dell’auto-lock da quando a Monterey ho chiuso le chiavi nel Blazer e ho visto un chicano da film di Tarantino aprire la macchina senza lasciare un segno in meno di 5 minuti. La guida con il cambio automatico è di una noia assoluta, sarà anche comodo mentre sei nel traffico, ma il gusto di una bella scalata di marcia aggressiva è tutta un’altra cosa!

Il New Jersey stamattina era scintillante di neve, di sole e di ghiaccio, guidare con lo skyline di Manhattan all’orizzonte e ritrovarsi a canticchiare “Let the river run” è stata questione di un attimo.

February 3, 2009

Landed

E dopo tante chiacchiere, finalmente sono qui!

In New Jersey nevica, d’altra parte ieri era il groundhog day, la bestiolina ha visto la sua ombra perchè c’era un bel sole e quindi, secondo la tradizione, l’inverno durerà per altre 6 settimane. Per non farsi mancare niente, nella parte nord-ovest dello stato stanotte c’è stato anche un piccolo terremoto, che non sia mai detto che vado da qualche parte senza portare l’adeguato scompiglio!

Nel tragitto tra il JFK e l’appartamento ho avuto una bella discussione con il taxista, cominciata per altro in maniera inattesa…giusto per dire, ho beccato l’unico americano a cui non frega niente del football e che la sera prima invece che guardare il super bowl si è occupato dei suoi investimenti on line. Cassati tutti gli argomenti sportivi, siamo passati a una disamina della situazione socio economica, secondo lui a breve l’Europa annuncerà la creazione di un euro per paesi non in grado di reggere le misure di Mastricht, poi Obama svaluterà ulteriormente il dollaro e qualcuno finalmente di deciderà a stabilire quanto oro c’è davvero a Fort Knox (secondo lui non abbastanza). Nel frattempo ho visto il vecchio e il nuovo Yankee stadium, il vecchio e il nuovo Giants stadium e lo skyline di Manhattan che è sempre uno spettacolo.

Del New Jersey non ho ancora visto molto, se non casettine allineate e strade giganti, ma ci sarà tempo per tutto.