April 30, 2009

Lungo la via della memoria

Mi ricordo di quando la mattina del primo maggio alla porta suonavano dei signori dell’eta’ del nonno, vestiti in modo elegante e con un sorriso ti portavano un garofano rosso e l’Unita’.

Mi ricordo che la mamma diceva sempre che in ospedale per la mia nascita c’e’ andata con il cappotto, fossi nata quest’anno ci sarebbe dovuta andare con gli stivaloni da pescatore per tutta l’acqua che sta venendo giu’.

Mi ricordo che quando ho compiuto 30 anni ho pensato che tutto sommato il cambio di decina non mi faceva molto impressione, invece quest’anno essere piu’ vicina ai 40 che ai 30 un po’ di effetto mi fa. Poi ci penso e concludo che sono una meraviglia come non lo son mai stata…avere un ego di proporzioni imponenti permette questo e altro!

April 25, 2009

Con il sole che splende su questo 25 Aprile svizzero, con una settimana in Italia alle spalle piena di abbracci, calore, troppo cibo, persone speciali, con un’altra trasferta americana che incombe tra 15 giorni, con il lavoro su due fusi orari e con tutto quello che c’e’ di bello in giro direi che c’e’ poco da scrivere e tanto da fare!

April 10, 2009

Heidi is back home

Ho dovuto comprare una valigia nuova, fare gli occhi dolci all’addetto al check in e sollevamento pesi per portare il tutto su per le scale ma sono a casa. Per 3 ore. Poi torno a Zurigo e prendo il treno per l’Italia, non sia mai che sto ferma.

April 7, 2009

Summary – first episode

Mentre le comunità italiane degli States si mobilitano con iniziative e fund raisinig per il terremoto in Abruzzo (il centro di coordinamento è al museo della cultura italiana a Little Italy a NY), la nostra piccola comunità comincia a muoversi e a preparare il primo rientro in Italia.

Niente bilanci, dopo 3 mesi e con un anno davanti è decisamente presto, pero’ sensazioni e immagini da cominciare a portare a casa ce ne sono già tante.

Gli americani sono cordiali e ospitali, le cose che sono classificate come “non politically correct” troppe e incomprensibili (prima o poi ci scrivero’ qualcosa sui do & don’t raccolti in ufficio), le porzioni troppo grandi sempre e comunque, Manhattan è cara ma un Martini per 11 $ non è poi peggio del prezzo medio da aperitivo cittadino italiano, il gusto del bello per quello che riguarda abbigliamento e arredamento ha poco in comune con gli standard europei, per certi versi qui siamo indietro anni luce (godness, il meglio dell’ADSL è una 3Mb!!) e per altri avanti eoni (copertura wi-fi in primis), la crisi sta picchiando duro (le file di casette tutte carine con il viale e il giardino davanti adesso hanno un ulteriore gadget, un cartello vendesi una si e una no), le macchine sono ancora troppo grandi (ci facevo caso ieri, un Tahoe adesso mi sembra nella norma e un Hummer quasi piccolo!!) ma le pubblicità cominciano a parlare di consumi medi e eco-compatibilità (con la benzina a 1,70$ al gallone a un europeo viene ancora una gran voglia di un motore 5000, a loro forse meno), Manolo Blahnik è sopravvalutato, l’East Village è una meraviglia e la Salumeria Michael’s di Lyndhurst un paradiso (con tanto di ragazzino al banco che da quando non vede Mik con me ha cominciato a portare avanti la tradizione italiana e fa il cascamorto).