January 21, 2010
As time goes by…
Metto la testa fuori e respiro.
Ho chiuso l’anno facendo le 6 in ufficio, ho accolto l’anno nuovo su una barca sull’Hudson proprio di fronte alla statua della liberta’ (ma i fuochi del 4 luglio sono di gran lunga meglio di quelli di capodanno) e ho cominciato l’anno nuovo con 15 giorni filati di lavoro, no weekend, astenersi perditempo.
Ne e’ valsa la pena, dicono che il go live qui sia il migliore mai visto della storia dei chimici svizzeri e le cassandre che prevedevano apocalissi sono in un angolino a cercare qualcun’altro da ammorbare.
Pur essendo ben felice dei risultati, l’essere a questo punto significa anche che e’ gia’ ora di cominciare a impacchettare, la vecchia Europa aspetta e io con lei. Un paio d’ore fa ho portato Mik all’aeroporto, per lui la trasferta americana e’ gia’ finita, per me ci sono ancora 5 settimane con un bel po’ di cose da completare nella mia wish list americana (e con l’imperativo categorico di trovare un modo smart per far passare l’oceano a tutto quello che siamo riusciti ad accumulare qui).
Tra le cose da fare, tornare al museo di storia naturale e al Moma (Solina…che te lo dico a fare!), andare a vedere un musical a Broadway (Jersey boys, Rock of ages, West side story o Mamma mia??), saccheggiare Victoria’s secret, tornare a mangiare i ramen in Mark Street, provare le famose cupcakes di Magnolia Bakery, andare a vedere i Knicks al Madison e Jersey Devils, guardare il Super Bowl senza capirci niente di football..il tutto per far passare il tempo e far finta che sia tutto ok. Mi manchi gia’.